Il tuo viaggio, la nostra scienza

La parola ai nostri esperti

In Azento Health, la scienza è al centro di tutto ciò che facciamo. In questa serie, dialoghiamo con esperti di primo piano in salute intestinale, microbiologia e probiotici per approfondire la scienza alla base della salute dell’intestino, dell’obesità, dei trattamenti con GLP-1 e del microbioma.

Intervista con la Prof.ssa Bozena Cukrowska, MD, PhD

Professoressa di Medicina, pediatra, immunologa, ricercatrice del microbiota e Lead Scientist presso Nordic Biotic, partner chiave di collaborazione.

1. Qual è la connessione tra disbiosi intestinale e infiammazione cronica nell’obesità?

La disbiosi intestinale, definita come un’alterazione della composizione e dell’attività del microbiota intestinale, porta a un danno della barriera epiteliale intestinale e a un’attivazione inadeguata del sistema immunitario.

L’aumento della permeabilità della barriera intestinale, noto anche come “leaky gut” (intestino permeabile), consente il passaggio di tossine e patogeni attraverso la barriera intestinale nel flusso sanguigno, innescando un’infiammazione sistemica di basso grado. Questo rappresenta un fattore chiave nello sviluppo dell’obesità e delle complicanze correlate, come il diabete di tipo 2, la sindrome metabolica, la steatosi epatica non alcolica e le malattie cardiovascolari.

2. In che modo il microbioma intestinale influenza l’assorbimento dei nutrienti?

Il microbiota intestinale influisce in modo significativo sull’equilibrio energetico, agendo sia sull’introito sia sul dispendio di energia, attraverso diversi meccanismi. Tra questi vi sono l’aumento dell’estrazione di energia dagli alimenti, la produzione di molecole di segnalazione che regolano appetito e metabolismo e l’influenza sull’asse intestino-cervello.

Nell’obesità, un microbiota alterato, spesso caratterizzato da una minore diversità, può aumentare l’estrazione calorica, determinando un bilancio energetico positivo e quindi un aumento di peso.

3. Quale ruolo svolgono gli acidi grassi a catena corta (SCFA) nella salute intestinale e metabolica?

Gli SCFA, come butirrato, acetato e propionato, prodotti dalla fermentazione batterica delle fibre, svolgono un ruolo cruciale per la salute intestinale. Forniscono energia alle cellule epiteliali intestinali, rafforzano la barriera intestinale e contribuiscono alla regolazione dell’infiammazione.

Gli SCFA influenzano inoltre il metabolismo del glucosio, la sensibilità all’insulina e la regolazione dell’appetito.

4. I probiotici possono influenzare l’integrità della barriera intestinale negli individui obesi?

Nell’obesità, i ceppi probiotici che aumentano la produzione di SCFA, in particolare di butirrato, possono supportare in modo significativo l’integrità della barriera epiteliale. Alcuni probiotici possono rafforzare le giunzioni strette (tight junctions) tra le cellule epiteliali intestinali e ridurre la permeabilità intestinale.

Di conseguenza, tali ceppi probiotici possono contribuire a prevenire il fenomeno del “leaky gut” associato all’obesità e ai disturbi correlati.

5. Che cosa la affascina di più del microbioma intestinale?

La sua complessità e la sua plasticità. Cambia in base all’alimentazione, all’età e all’ambiente, eppure rimane incredibilmente resiliente. Comprendere come guidarlo verso uno stato di salute ottimale è allo stesso tempo una sfida e una grande soddisfazione.

Intervista con il Dr. Peter Kaufmann (ETH, Zurigo)

Chief Scientific Officer e Chief Operating Officer, Azento Health

1. Su cosa si è concentrato nella formulazione di Forte80™?

Siamo partiti dal problema clinico: gli effetti collaterali gastrointestinali indotti dai GLP-1 e la necessità di supportare la salute intestinale durante la perdita di peso. Abbiamo quindi selezionato ceppi con attività nota nella modulazione dell’infiammazione, della motilità intestinale e dell’equilibrio microbico, con l’obiettivo di ottenere un effetto sinergico.

2. Perché un elevato numero di CFU è importante in probiotici come Forte80™?

Per esercitare un effetto significativo, i probiotici devono raggiungere l’intestino in quantità sufficienti. Una dose di 80 miliardi di CFU, insieme a una tecnologia di incapsulamento innovativa e all’avanguardia, ci dà fiducia che un numero adeguato di microrganismi vitali sopravviva al passaggio gastrico e possa interagire efficacemente con il microbioma dell’ospite.

3. Perché avete selezionato i ceppi specifici presenti nella formulazione di Forte80?

Attraverso una meta-analisi supportata dall’intelligenza artificiale su oltre 250 studi, abbiamo selezionato ceppi batterici che hanno dimostrato effetti specifici contro gli eventi avversi gastrointestinali (GI-AE) durante il trattamento con GLP-1, come nausea, stitichezza, diarrea e gonfiore.

4. In che modo i probiotici interagiscono meccanicamente con i farmaci GLP-1?

Si ritiene che contribuiscano a sostenere la stabilità microbica e ad attenuare i cambiamenti indotti dal rallentamento della motilità gastrointestinale. Inoltre, i probiotici possono contrastare stitichezza, diarrea, gonfiore e nausea, migliorando l’aderenza alla terapia con GLP-1.

5. Che cosa la affascina di più del microbioma intestinale?

Ho studiato microbiologia e scienze alimentari al Politecnico Federale di Zurigo (ETH) per la mia fascinazione per la biologia e per il funzionamento del nostro corpo. L’intestino è come un secondo cervello: dinamico, adattabile e interconnesso con ogni sistema dell’organismo. Per me rappresenta la prossima frontiera della medicina preventiva e personalizzata.

Jesper Gantzel

Presidente del Consiglio di Amministrazione, Azento Health

1. Perché ha sostenuto il lancio di un prodotto focalizzato sull’intestino come Forte80™?

Da un punto di vista strategico e commerciale, abbiamo individuato un chiaro bisogno non soddisfatto. I GLP-1 sono strumenti potenti, ma i tassi di abbandono sono elevati a causa degli effetti collaterali. Supportare l’intestino significa sostenere il successo a lungo termine dei pazienti nel raggiungere i propri obiettivi per un futuro migliore e più sano — ed è qui che si inseriscono Azento Health e Forte80™.

2. Cosa la entusiasma della convergenza tra farmaceutica e scienza del microbioma?

È un cambio di paradigma. Stiamo passando dal trattamento dei sintomi al ripristino dell’equilibrio. Il microbioma aggiunge un nuovo livello alla risposta ai farmaci e apre la strada a terapie complementari naturali, sicure ed efficaci. Stiamo vedendo solo la punta dell’iceberg e, con l’approccio scientifico di Azento Health, contribuiremo a guidare questo cambiamento.

3. Quale ruolo vede per i probiotici nel futuro della gestione del peso?

Credo che diventeranno componenti fondamentali della cura personalizzata dell’obesità. Man mano che comprenderemo meglio i profili individuali del microbioma, interventi probiotici mirati potrebbero entrare a far parte dei protocolli standard di gestione del peso, insieme ai GLP-1 e ai nuovi farmaci innovativi per il controllo del peso che arriveranno sul mercato nei prossimi 5–10 anni.

La perdita di peso ha un impatto significativo sull’intero sistema digestivo, e in questo contesto i probiotici Azento Health, oggetto di deposito brevettuale, hanno un ruolo centrale da svolgere.

4. Perché l’educazione del consumatore è così importante in questo ambito?

Perché il microbioma è complesso e spesso frainteso. Dobbiamo fornire ai consumatori informazioni basate su fatti e non su mode passeggere, affinché possano fare scelte consapevoli. Per questo motivo trasparenza e integrità scientifica sono al centro della nostra azienda e del nostro brand.

5. Che cosa la affascina di più del microbioma intestinale?

Il suo potenziale è ancora inesplorato. Lavoro in questo ambito da oltre 25 anni e stiamo solo iniziando a comprendere come influenzi aspetti che vanno dall’immunità all’umore. Per me, far parte di un’azienda che contribuisce a trasformare questa scienza in un impatto concreto nella vita reale è profondamente motivante.